21/09/2004, Castiglione in Pescaglia. Simulazione di sbarco notturno. Org. Vipers SAT Grosseto

Bunny, Delta, Buby, Microchip, ecco i nomi dei componenti della pattuglia Guderian incaricata insieme ad altre 6 squadre giunte da tutta Italia di assaltare per mezzo di gommoni a motore un tratto di spiaggia caratterizzato da dune di sabbia fine ( e fastidiosissima) e alte sterpaglie, pochi km a sud di Castiglione, divenuta per una sera un tratto di spiaggia della Normandia di 60 anni fa. Scopo dell'incursione la distruzione di una potente arma di distruzione di massa, un missile carico di gas letali puntato verso il mare e pronto a partire per fermare l'invasione della costa da parte degli alleati. A bordo del "cacciatorpediniere" (una nave di linea da 200 posti) Marinella V, ci siamo preparati per un esperienza di gioco totalmente nuova, elettrizzati all'idea di percorrere di notte il tratto di mare che ci separava dalla costa, stipati in gommoni con l'equipaggiamento stretto addosso e l'inquietudine di un assalto verso l'ignoto...come unico punto di riferimento avevamo una lucina rossa intermittente puntata verso di noi, piazzata da un sub partito silenziosamente 20 minuti prima della forza d'assalto. Alle ore 22,10 l'ordine di imbarcarsi arriva tramite gli alto parlanti della nave, concentrati come non mai ci dirigiamo verso il nostro trasporto, a bordo il pilota ci saluta e ci fa sistemare in maniera di bilanciare il peso a bordo. Sguardi di incoraggiamento e poche parole, il momento è teso, il mare, nero come la pece spaventa per la sua immensità e voci di forze consistenti in attesa nelle fortificazioni costiere non hanno certo aiutatoa distendere gli animi. Con pochi colpi di remo ci allontaniamo dalla marinella, il pilota guida sapientemente la barca verso l'obj.Vicino a noi i ragazzi della pattuglia Roma, con i quali ci ritroveremo a sbarco effettuato per dirigerci verso l'interno. Dieci minuti, poi la barca tocca il fondalea 3 metri dalla riva, saltiamo giù lungo le fiancate, spruzzi d'acqua e brevi imprecazioni, il fondale è basso, ma non così tanto da preservare le nostre gambe, ci inzuppiamo quasi fino alla vita. Raffiche di asg dalla nostra sinistra ci avvertono che i ragazzi di Roma hanno avuto un contatto, sono inchiodati e costretti ad accendere le sure fire...lo scontro si fa acceso ma ci permette di passare inosservati verso le dune da cui giunge il fuoco dei difensori, pochi e metri e buby e micro hanno il primo ingaggio, io sono defilato e vedo la scena, un difensore completamente investito di pallini, si alza e spara a sua volta, i nostri si dichiarano ma quello, sebbene chiaramente colpito si dilegua da mero highlander tra le urla di rabbia dei miei ragazzi...devo fargliela pagare...lo seguo e gli sparo una raffica, sento che si appiattisce scostandosi, i miei pallini lo stanno sommergendo, eppure persiste a non dire nulla, alzo la mira, vedo la testa che si alza contro il bagliore lunare..."mi dispiace amico" penso tra me e me "ma te lo sei voluto tu" e gli sparo in direzione del capo,colpito anche stavolta però impreca e dietro le mie insistenze si alza e se ne va.Per fortuna si tratterà solo di un episodio casuale, anche se ci ha resi un pò nervosi e meno disposti nei confronti delle lacune organizzative che un evento di questa portata ha necessariamente con sè. La confusione regna sovrana sulla spiaggia, squadre alleate se le danno di santa ragione prima di riconosersi, questo dovuto al fatto che il territorio è ampio e molti si trovano ad operare dietro le linee difensive sfondate in più punti e quelli inchiodati sulla spiaggia non sempre possono accorgersi che altre squadre li sta aiutando con ampii giri e sono frequenti i blue su blue. Era comunque previsto che dopo 5 minuti in fuori gioco i colpiti potevano ritornare operativi. Tentiamo di collaborare con altre squadre ma è difficile organizzarsi sotto il fuoco sia amico che nemico e per lo più ci si ritrova ad operare a gruppetti isolati. Delta Buby e Micro si comportano ormai da veterani e per noi l'operazione è tutta in discesa, totalizziamo diversi colpiti avversari, nemmeno un blue su blue (grandi ragazzi, concentrati e decisi) dato che preferiamo agire con cautela sparando a colpo sicuro e riusciamo a prendere due obj su 4 in collaborazione con la squadra di Roma e poi con quella di Livorno, squadre giovani composte da ragazzi come noi.La maggiore carenza dell'organizzazione è stata quella di non aver dato nessuna coordinata sull'ubicazione del missile, che è stato trovato troppo tardi, quando ormai (ore 23,30) secondo la storia, esso era stato fatto partire dei nazisti.a livello complessivo quindi l'assalto è fallito, anche se tutti i difensori del missile e della spiaggia sono morti, ma la nostra squadra è stata in grado di agire in notturna con notevole abilità, segno che il costante lavoro e l'affiatamento ormai solido stanno facendo dei Grey Wolves un ottima squadra in grado di competere alla pari con le altre associazioni d'italia.Il supporto dei lupi rimasti a casa per colpa degli impegni (un torneo di venerdì è un pò un azzardo perchè molti lavorano) è stato accolto da me anch'esso come un segno di maturità della squadra, che mi rende sempre più orgoglioso: ci saranno tanti di quei tornei nel nostro futuro che tutti avranno modo di recuperare l'occasione perduta, non temete. Un grazie ai Viper per l'invito e per l'accoglienza calorosa e anche per l'idea ingegnosa dello sbarco anfibio, di sicuro da non abbandonare ma comunque da rivedere in alcune parti, per rendere il gioco sempre più fluido. Per concludere un grazie a tutti i lupi che hanno reso possibile la partecipazione anche a quest'evento...non ci ferma più nessuno!!!!

Bunny