28/03/04, Val di castro (AN), Operazione "Soft Water" 1° torneo campionato regionale Marche-Abruzzo 28/03 , club organizzatore "Fantasmi" di Jesi Club impegnati nella controinterdizione: Fantasmi, Nucleo Veleno, M.A.T., L.R.R.P.

Questo è il resoconto operativo dell'incursione compiuta dalla pattuglia Skorzeny1 del club Grey Wolves, al suo primo torneo in assoluto. Secondo i piani la missione Soft Water consisteva nell'incursione in territorio ostile di pattuglie di interditori con lo scopo di verificare 4 Obj, dei quali poco si sapeva. Gli ordini erano chiari: effettuare delle recon sugli Obj dati (4 inizialmente più 1 aggiunto al briefing) ed eventualmente attaccarli in caso fossero risultati bellici, compiendo oltretutto delle “prove” interne in alcuni di essi, quali il recupero di campioni di acqua da far analizzare o il disinnesco di un missile nucleare. Lo scenario: una bellissima vallata tra le montagne in zona Val di Castro presso Serra San Quirico, con boschi e sentieri montani in abbondanza, per una estensione totale di circa 700 ettari. Ore 06:45 ritrovo e partenza da Civitanova Marche, l'avventura ha inizio. Ore 08:45, dopo un rapido briefing nel bunker-comando seguito dal test delle armi (tutto positivo fortunatamente) saliamo a bordo del nostro APC, stretti come sardine ma talmente emozionati da non sentire i gomiti dei compagni nei fianchi e sulla faccia, portandoci di corsa al luogo stabilito, dato che abbiamo perso un sacco di tempo a causa dell'improvvisa scomparsa delle chiavi(Traditrici!!) della suddetta auto. Adottiamo la formazione standard del club: io Bunny(Giovanni) capo pattuglia e insieme a Wolvie(Marco) in avanguardia, gruppo di fuoco centrale Delta(Serena), Corey#8(Stefano), Anaconda(Fabio), Skorpio(Alessandro L.) retroguardia Microchip(Alessandro M) e Buby(Riccardo). La paura di incontrare la contro sul terreno impervio che abbiamo deciso di percorrere inizialmente ci fa proseguire con lentezza estrema, facendoci arrivare al primo Obj (BRAVO),una recon presso una casa colonica diroccata, con 20 minuti di ritardo sulla tabella di marcia. Superata la recon positivamente scendiamo lungo una zona ancora più impervia, decisi a rendere il nostro percorso difficile da seguire alle numerose (e sempre onestissime) pattuglie della controinterdizione. Il bellissimo paesaggio che ci contorna risulta una pericolosa fonte di distrazione: un'estesa vallata verde, boschi fitti lungo pendici di montagne alte a volte anche 1000 metri, sentieri scoscesi e digressioni naturali dietro alle quali potrebbe nascondersi un intero plotone…In effetti lo spettacolo è grandioso per degli sbarbatelli come noi, abituati alla misera estensione di 30 ettari del nostro “campo”. Durante il briefing ero venuto a sapere dell'esistenza di un ulteriore obiettivo(ECO), rimasto segreto fino a quel momento, non molto distante da BRAVO e raggiungibile con una breve deviazione verso sud del percorso da noi stabilito. Nell'avvicinarci ad esso abbiamo il primo incontro con una pattuglia ostile...Un muro di pallini dell'abile gruppo di fuoco centrale ci permette di schierarci in pochi secondi, potendo risolvere favorevolmente l'ingaggio colpendo dai fianchi la pattuglia nemica eliminandone tutti gli effettivi. Saluti e un sincero scambio di auguri che ci permettono di recuperare un po' di fiato poi via verso Obj ECO. E' in prossimità di ECO che avviene il mio primo errore, non avendo il gps devo stimare ad occhio la distanza dallo stesso, sbagliando di una cinquantina di metri, il risultato è stato che abbiamo ingaggiato al difesa prima di aver richiesto la finestra d'ingaggio al campo base...attacco non valido ed Obj perso. L'esperienza è una dura maestra che ci insegna solo dopo che gli errori li abbiamo commessi, in ogni caso, per nulla demoralizzati, proseguiamo il nostro cammino lungo un sentiero che avevo individuato grazie ad un'attenta analisi della cartina che si è poi rivelato sgombro da pattuglie "nemiche" per tutta la sua lunghezza e che ci porterà al prossimo Obj: Alfa. Nell'imboccarlo notiamo in anticipo una pattuglia della contro su un altro sentiero 30 metri più in basso, la reazione è immediata, ne colpiamo un paio grazie ad una vera e propria imboscata e poi ci ritiriamo nel folto del bosco lungo il nostro sentiero, costringendo quelli della contro a dover scegliere tra seguirci senza i loro colpiti o aspettare il ritorno in gioco dei compagni di pattuglia, dopo 5 minuti; non avendoli più incontrati credo che abbiano optato per la seconda ipotesi. Il percorso si rivela facile e riusciamo a recuperare il tempo perduto all'inizio; compiuti circa 800 metri e a non più di 250 dal nostro prossimo Obj (Alfa) veniamo attaccati dall'alto, presi di sorpresa subiamo la perdita degli “anziani” della pattuglia, nel giro di pochi secondi; la situazione sembra disperata ma i nostri sopravvissuti, tirano fuori una grinta senza pari riuscendo a ribaltare lo scontro a nostro favore dopo uno scontro arduo contro dei nemici che con tattiche da guerriglia si allontanavano sempre più costringendoci a cercarli in lungo e in largo. Riprendiamo il cammino di corsa e arriviamo a ridosso di Alfa: chiedo la finestra di ingaggio che viene fissata per le 12:25 ma anche qui commetto un altro errore dovuto all'inesperienza, il mio orologio non era sincronizzato con la base perciò a noi la finestra risultava aperta ma, giustamente, non alla difesa che si vede costretta ad annullare l'Obj...sto per esplodere, sono furioso con me stesso per la mia idiozia, ma il resto del gruppo conta su di me perciò trasformo la rabbia in grinta e guido la pattuglia verso il nostro ultimo obiettivo: Charlie sito a non pù di 300 metri da Alfa; in realtà ve ne era anche un altro di Obj (Delta) ma lo avevamo escluso a priori per la sua distanza dal percorso stabilito. Arrivati in prossimità di Charlie lo attacchiamo quasi alla baglionetta, tanta era la tensione accumulata, fortunatamente non era presidiato perciò recuperiamo le informazioni e ci congratuliamo con noi stessi, soddisfatti di aver conquistato almeno 2 obiettivi riuscendo così ad entrare in classifica. Il ritorno verso il campo base si rivela l'avventura più impegnativa di tutto il torneo: individuo un passaggio scosceso verso valle lungo il fianco di una montagna che ci porterà dritti verso il punto di uscita e decido che sarà quello il percorso di esfiltrazione della pattuglia. Non si tratta di un sentiero ma di un ruscello che scorre a valle in mezzo ad una spaccatura naturale, impossibile che la contro si aspetti qualcuno da questa parte penso tra me e me...infatti il percorso è molto duro e molti di noi scivolano più volte, ciliegina sulla torta il mio volo nel mezzo del torrente con relativo tuffo dal quale esco più morto che vivo e completamente bagnato fradicio, ma perlomeno non abbiamo nessun contatto con pattuglie ostili. Ormai è l'adrenalina ad avere il sopravvento, proseguiamo ad una velocità folle fino alla valle fino a che non scorgiamo a 200 metri il sentiero che porta al campo base; percorriamo di corsa la strada che ci separa dalla fine. All'arrivo troviamo ad attenderci l'organizzazione alla quale vanno i nostri saluti ed i più sentiti complimenti per la calorosa accoglienza ed ospitalità, oltre che per la bravura nelle gestione del torneo, complicato per via della nuova formula riguardante le finestre d'ingaggio libere che l'interdizione poteva chiedere in qualsiasi momento. Che esperienza ragazzi! E' stato il primo torneo per noi dei Grey Wolves e posso assicurare che non sarà l'ultimo ma anzi "il primo di una lunga serie".

Bunny